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Chi ha inventato sigaretta elettronica

Chi ha inventato sigaretta elettronica

Chi ha inventato sigaretta elettronica UN PÓ DI NOZIONI STORICHE L’utilizzo della sigaretta elettronica, sebbene sia una pratica caratteristica di questo ultimo decennio, vede affondare le sue radici nella lontana storia antica, e più precisamente durante l’antico Egitto. Si utilizzavano infatti pietre incandescenti per favorire l’evaporazione delle proprietà benefiche contenute in determinate erbe ed olii essenziali, ed era un aspetto che soddisfaceva sia il piacere personale che il bisogno di aggregazione sociale. Con l’introduzione della shisha dall’India si diede così il via a tutte quelle tecniche che oggigiorno hanno stimolato l’invenzione della sigaretta elettronica, o comunemente chiamata e-cigarette. IL XX SECOLO E LO SVILUPPO CONCETTUALE DELLA SIGARETTA ELETTRONICA La creazione del primo apparato elettronico riferito al fumo risale al 1927, quando Joseph Robinson assemblò il primo rudimentale strumento per il fumo senza l’utilizzo di fiamma. Egli brevettò il suo sistema ma, oltre a non riprodurlo per un utilizzo pubblico, non spiegò bene le caratteristiche salienti dell’apparato. E il progetto non proseguì oltre. É nel 1963 che Herbert Gilbert creò una sigaretta meccanica che non prevedeva l’utilizzo di tabacco in foglie, e oltretutto priva di emissioni derivanti da combustione. Intuendo la portata della sua creazione, la brevettò nel 1965, ed in effetti è proprio da questo momento che si rese famosa la pratica, per cui venne coniato anche il nome di “svapo”. In realtà il prodotto non ottenne mai una vera e propria commercializzazione, e Gilbert imputò sempre la colpa alle società incaricate di agevolarne la diffusione, poiché le ritenne colpevoli di aver voluto attendere la scadenza del brevetto piuttosto che pagargli i diritti. Nel 1979 il programmatore di computer Phil Ray e il suo collaboratore Jacobson crearono la prima variante di e-cigarette, basata sull’evaporazione della nicotina, piuttosto che ricercarne la combustione.

La diffusione non avvenne con la portata desiderata, e Ray imputò questa colpa ad un difetto intrinseco del sistema. Ma il verbo “svapare” prese letteralmente piede nel linguaggio comune. Lungo gli anni ‘90 l’attività legata alla creazione di qualcosa che si allontanasse dalla classica sigaretta divenne assai più attiva e produttiva, se si pensa che un prototipo basato sulla reazione chimica è tuttora in fase di studio da quel periodo. Tra l’azienda Eclipse, che lanciò sul mercato un sistema chiamato “calore che non brucia”, e un’importante compagnia di tabacco che chiese autorizzazione alla FDA per la vendita di una simil sigaretta elettronica, si può pensare che sia intorno al 1998 che si sia sviluppato tale commercio. In realtà la FDA diede esito negativo, poiché paragonò il sistema ad un apparato deputato alla somministrazione di farmaci, e pertanto non ne autorizzò la diffusione.

Questo potrebbe spiegare in qualche modo il perché l’idea di una sigaretta elettronica scomparve per qualche tempo. LA SVOLTA DECISIVA DEL XXI SECOLO Tutti questi eventi, sebbene inconcludenti, si configurarono come prodromi per quello che avvenne nel 2003, quando a Pechino un farmacista di 52 anni, Hon Lik, inventore e fumatore, creò il dispositivo elettronico dopo che suo padre, anch’egli tabagista, perì di cancro ai polmoni. Originariamente nel 2001 impiegò una tecnologia impiegante ultrasuoni ma, riscontrando una grandezza eccessiva per le goccioline prodotte, optò per una modifica gli elementi riscaldanti, ottenendo risultati migliori. Infatti nel 2003, applicando gli ultrasuoni ad un sistema piezoelettrico ad alta frequenza, giunse al prodotto definitivo: l’attuale sigaretta elettronica. Tutti gli sforzi di Lik vennero sostenuti dall’azienda per cui lavorava, la Golden Dragon Holdings che, dopo aver sviluppato il dispositivo, modificò il suo nome in Ruyan, che significa “come fumo”. Nel tentativo di proteggere le persone dal fumo passivo, è vero che furono emesse misure restrittive e leggi specifiche, ma sfortunatamente non sembravano essere abbastanza. Lo sprone comune di Lik e della GDH quindi risiedette nella consapevolezza che l’esposizione al fumo passivo non era solo un fastidio per chi stava vicino al fumatore tradizionale, ma era (ed è tuttora) anche causa di morte nonché responsabile dell’insorgenza di malattie legate all’inalazione passiva, inclusa la possibile malformazione di feti se ad inalare i fumi nocivi è una donna in stato interessante.

É nell’aprile del 2006 che le sigarette elettroniche sbarcano in Europa e ne cominciò la diffusione. Solo l’anno successivo apparirono negli Stati Uniti, diventando una vera e propria tendenza molto popolare tra le persone. LE VARIANTI PER SEGUIRE LE DIVERSE PREFERENZE Va fatta menzione a due fratelli del Regno Unito, Umer e Tariq Sheikh, che allo scopo di rendere le sigarette elettroniche più piacevoli da utilizzare, inventarono il cartomizzatore. Questo è un sistema usa e getta composto da una cartuccia al cui interno si trova la resistenza avvolta da una garza impregnata di liquido che mantiene irrorata la resistenza. Comodità e monouso allo stesso tempo. Considerando che di fatto non manca la diffusione di altri dispositivi per il fumo, come narghilè e bong, espressamente inventati per soddisfare il bisogno della gente di assumere nicotina, in realtà bisogna contestualizzare il momento attuale, e realizzare che viviamo in una società tecnologica, con tutte le comodità che da essa derivano. Ecco perché le sigarette elettroniche alla fine sono diventate una tendenza attuale e sempre più crescente, per le quali sono in continuo sviluppo numerose varietà di gusti e forme. Infatti i diversi gusti sul mercato rendono l’utilizzo della sigaretta elettronica sempre piacevole, mai uguale e, grazie ai kit ricaricabili, si può anche trarre piacere dal risparmio di un sacco di soldi nel lungo termine.

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